Rassegna Stampa: Il Vescovado -10 settembre 2019

“Tenet”, regista Christopher Nolan fa bonificare la spiaggia del “Cavallo morto” per girare suo film in Costiera Amalfitana [FOTO]

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Non ha resistito all’unicità della spiaggia di Bellabaia, cala selvaggia picco sul mare, nel territorio di Maiori, meglio nota come del “Cavallo Morto”, il regista britannico Christopher Nolan, in Costiera per le riprese del suo ultimo film, “Tenet”.

Quella spiaggetta, vietata alla fruizione pubblica da una decina d’anni a causa dell’incombente caduta di massi, non ha scoraggiato la produzione del film, la Warner Bros, che ha finanziato la bonifica del costone roccioso.

Ad essere incaricata l’impresa “Cardine” di Salerno che con i suoi rocciatori specializzati e acrobati ha provveduto, in pochi giorni, al disgaggio dei massi in bilico e al taglio della vegetazione spontanea, bonificando la parete così da garantire i requisiti minimi di sicurezza. Un’operazione costata circa 60mila euro.

«Siamo lieti di aver contribuito con il nostro lavoro all’opera del maestro cinematografico Nolan, in uno dei luoghi più belli e suggestivi della Costiera Amalfitana, soprattutto la spiaggia posta a metà strada tra Capo d’Orso e Maiori» ha detto il titolare di Cardine srl, Angelo Grimaldi.

Gommoni a tutta velocità e tanta azione sono gli elementi principali che caratterizzano questi nuovi giorni di riprese. Dopo location del calibro di Villa Cimbrone e l’Hotel Caruso, pare dunque che Nolan abbia deciso di sfruttare, per la sua pellicola, alcune delle insenature mozzafiato della Divina, tra Amalfi e la già citata Maiori. Il regista britannico soggiorna attualmente in un noto hotel amalfitano e, nonostante sia noto per la sua proverbiale riservatezza, pare si stia trovando a suo agio in Costiera, concedendosi molto spesso tappe in alcuni dei templi del gusto e dell’eccellenza del nostro territorio. Alla pasticceria Savoia di Amalfi, ad esempio, Nolan ha assaggiato un gelato artigianale mentre alla Pasticceria Bar Francese un invitante dolce al cioccolato. Anche molti membri del cast e della troupe hanno deciso di seguire le orme del regista, come Elizabeth Debicki che, nonostante l’abbigliamento da turista comune, è passata inosservata mentre percorreva l’affollatissima piazza Duomo.

Con un budget di circa 225 milioni di dollari, “Tenet” è il film più costoso di Christopher Nolan. La trama, che dovrebbe seguire una spy-story, è ancora top secret e i dettagli davvero scarsi, anche se lo stesso Pattinson ne ha parlato come di un progetto «grandioso e irreale per quanto pazzesco». Le poche informazioni, tuttavia, non hanno impedito ai fan di costruire una teoria secondo cui la storia sarebbe a tutti gli effetti un sequel di Inception, precedente lavoro di Nolan, uscito nel 2010. A corroborare tale ipotesi sarebbero, fra le altre cose, le scritte apparse durante il teaser trailer diTenet, che recitano “È tempo di un nuovo protagonista” e “È tempo di una nuova missione“, anticipando l’apparizione del personaggio interpretato da John David Washington, che sembra “muoversi al contrario in una sorta di loop“. Ovviamente l’informazione è da prendere con le pinze e solo il tempo ci dirà se questa teoria conterrà o meno un fondo di verità.

Il cast internazionale è formato, oltre che da Debicki, anche dall’ex giocatore di football John David Washington, Robert Pattinson (star della serie cinematografica di “Twilight”), Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson (“Avengers: Age of Ultron”, “Godzilla”), Clémence Poésy (la Fleur Delacour di “Harry Potter e il calice di fuoco”), dal due volte Premio Oscar Michael Caine e Kenneth Branagh, già diretto da Nolan in “Dunkirk”.

Il film è prodotto da Nolan ed Emma Thomas, con Thomas Hayslip in veste di produttore esecutivo.

Il team creativo di Nolan che ha lavorato dietro le quinte include il direttore della fotografia Hoyte van Hoytema, lo scenografo Nathan Crowley, la montatrice Jennifer Lame, il costumista Jeffrey Kurland e la colonna sonora ad opera del compositore Ludwig Göransson. Riconfermato Andrew Jackson come supervisore degli effetti speciali, che era subentrato a Paul Franklin per Dunkirk dopo aver lavorato su Mad Max Fury Road.

Dicono di noi “Sopralluogo al Comune di Tramonti”

Il 25 giugno scorso si è tenuto, presso il Comune di Tramonti, il soprallugo sulla SP 2 per il prosiego dei lavori di messa in sicurezza del costone franoso di cui si sta occupando Cardine srl.

Ecco il comunicato del Comune di Tramonti sui social network: «Sopralluogo, stamani, sul luogo della frana sulla SP 2 – all’altezza di Pucara – del sindaco Domenico Amatruda, del vicesindaco Vincenzo Savino, del consigliere regionale On. Luca Cascone (delegato ai trasporti e mobilità), dei vertici della Provincia nella persona del presidente Ing. Michele Strianese, dell’amministratore della Ditta Cardine srl Angelo Grimaldi, nonché dei tecnici del Genio Civile di Salerno nelle persone dell’arch. Amato Baldo e del geom. Giancarlo Giordano.

Proseguono senza sosta i lavori di messa in sicurezza del costone franoso, attraverso l’installazione di una rete antierosiva e di una rete tradizionale centrale metallica e sovrastante maglia di funi di acciaio ancorate con barre di acciaio, che saranno portati a termine entro la fine di luglio.
La rete, con il passare del tempo, sarà ricoperta da vegetazione spontanea, che armonizzerà il costone con l’ambiente circostante. La ditta provvederà, a valle, anche alla pulizia dell’alveo e al rifacimento del parapetto di protezione.

Chiediamo, inoltre, alla cittadinanza la massima collaborazione, in quanto durante i lavori di disgaggio di detriti e materiali vari, gli operai della ditta potrebbero momentaneamente interdire il transito per garantire la sicurezza degli automobilisti. Vi ringraziamo per la pazienza.»

 

Rassegna Stampa – Short Course Baronissi Marzo 2019

Lo short Course di Baronissi sul Rischio idraulico ed idrogeologico, oltre ad avere una grande affluenza ha anche ottenuto un buon riscontro mediatico.

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Spiagge e Fondali Puliti, un grande successo

Tante testate giornalistiche hanno parlato dell’evento a cui Cardine srl ha preso parte e promosso da Legambiente Campania, rappresentato dalla dott.ssa Mariateresa Imparato.

A Montecorice (SA)  il costone delle Ripe Rosse, una delle zone più suggestive del Parco del Cilento era invasa dai rifiuti e i rocciatori di Cardine srl si sono occupati della pulizia dello stesso.

Ecco la rassegna stampa del 24/05/2019:

Il Vescovado 10 Dicembre 2018

Bonifica ultimata, ma a Furore la strada resta chiusa

Il Vescovado – Lunedì 10 dicembre 2018

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Era prevista per la giornata di oggi ma è stata rinviata a domani (salvo imprevisti) la riapertura della Strada  Statale 163 Amalfitana chiusa da martedì scorso tra i comuni di Furore e Praiano per caduta massi. Quest’oggi i rocciatori della ditta “Cardine” di Salerno hanno ultimato i lavori di bonifica del costone roccioso, proseguiti anche nel week-end dell’Immacolata, sulla parete del tunnel della Praia interessato, martedì 4 dicembre scorso, dal distacco di un blocco di cospicue dimensioni a pochi centimetri da un’auto in transito, episodio che ha fatto scattare l’allarme.
Durante i sei giorni di lavoro sganciati numerosi massi in bilico che prima o poi sarebbero venuti giù con la complicità degli agenti atmosferici. Il fronte interessato dalla bonifica è stato di circa tremila metri quadrati ma, stando a quanto appreso, sarebbe necessario il fissaggio di reti paramassi laddove le fratture preoccupano i tecnici.
Si attende soltanto la relazione finale da parte dei tecnici dell’impresa e del Genio Civile, con l’Anas (ente gestore dell’arteria) chiamato alla revoca del provvedimento di chiusura della strada al chilometro 22+300. Poi la comunicazione a tutti gli enti interessati, alla rimozione delle barriere in calcestruzzo e la riapertura dell’arteria almeno a senso unico alternato ad intervalli orari, così da consentire gli ultimi lavori di fissaggio delle reti, a garanzia della totale sicurezza.

 

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Il Vescovado 7 Dicembre 2019

Furore: l’Amalfitana resta chiusa, lavori proseguiranno anche nel week-end dell’Immacolata

Il Vescovado – Venerdì 7 dicembre 2018

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Saranno necessarie almeno altre tre giornate lavorative per vedere conclusi i lavori di messa in sicurezza del costone roccioso di Furore. I rocciatori dell’impresa “Cardine” di Salerno saranno impegnati anche nel week-end nelle operazioni di bonifica della parete prospiciente la Strada Statale 163 Amalfitana che rimarrà irrimediabilmente chiusa al traffico veicolare per il ponte dell’Immacolata.
Finora sono stati sganciati numerosi massi in bilico che prima o poi sarebbero venuti giù con la complicità degli agenti atmosferici. Il fronte interessato è di circa tremila metri quadrati e a preoccupare sono le diverse fratture riscontrate nella roccia con i tecnici chiamati alle opportune valutazioni.
Perché non sarebbe da escludere la necessità di apporre reti paramassi laddove necessario. Anche se il grosso è stato fatto, si dovrà attendere ancora qualche giorno prima della definitiva riapertura dell’arteria. Un’attesa che spezza in due la Costiera ma che è a salvaguardia dell’incolumità di tutti.

 

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Cardine all’Assemblea Generale dei Geologi del Lazio

Agenda Tecnica ricorda l’appuntamento a Roma con i Geologi del Lazio, durante il quale lo staff di Cardine sarà presente.

“La professione del Geologo nel Lazio: prevenzione, analisi e soluzioni”

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Roma – 11 dicembre 2018 -ore 9,00/18,30
CFP Geologi.

L’Ordine dei Geologi del Lazio ha organizzato per martedì 11 Dicembre 2018, presso il Centro Congresso Frentani di Roma, l’Assemblea Generale degli Iscritti.
Il tema dell’assemblea sarà “La professione del Geologo nel Lazio: prevenzione, analisi e soluzioni”

Tutte le province del Lazio saranno rappresentate in assemblea dai professionisti locali, i quali metteranno in evidenza, tramite i loro interventi, sia le criticità riscontrate nello svolgimento della professione, sia le difficoltà rilevate nell’approcciarsi a problematiche tecniche per trovare soluzioni adeguate ed evolute.

Saranno trattati argomenti riguardanti le seguenti tematiche: FRANE | EROSIONE | TERREMOTI | CAVITA’ | CAVE

– dissesti e pericolosità nei territori interessati dal sisma dell’agosto 2016;
– erosione costiera;
– potenzialità e criticità delle risorse idriche;
– stabilizzazione di fenomeni franosi;
– liquefazione dei terreni;
– indagini e tecniche di monitoraggio delle cavità sotterranee;
– risorse minerarie;
– definizione dei valori di fondo geochimici sito-specifici.

Oltre ad un incontro e confronto tra professionisti, all’interno dell’Assemblea verrà messa in luce la condizione lavorativa del geologo professionista nella Regione Lazio, mediante il supporto derivante dall’analisi di una rilevazione statistica ottenuta dalla compilazione di un questionario inviato a tutti gli iscritti. Inoltre, non mancheranno momenti di natura sia istituzionali che culturali.

L’EPAP sarà presente con una postazione presso la quale un referente dell’Ente sarà a disposizione per la verifica delle posizioni contributivo/previdenziali degli Iscritti e per rispondere ai quesiti degli intervenuti.

CON IL SUPPORTO E LA PARTECIPAZIONE DI CARDINE SRL
Specialisti in : bonifica idraulica dei corsi d’acqua e di ispezione, bonifica e disgaggio su pendii rocciosi e versanti in frana, lavori in quota con tecniche di edilizia acrobatica.

Conoscere Geologia “Dissesto e rischio idrogeologico: Interventi di bonifica e consolidamento di costoni rocciosi”

Articolo: “Dissesto e rischio idrogeologico: gli interventi di bonifica e consolidamento di costoni rocciosi, il caso delle barriere paramassi”

Leggi l’articolo del 6 novembre 2018

La progettazione e l’utilità delle barriere paramassi per gli interventi di bonifica e consolidamento di costoni rocciosi

Dissesto e rischio idrogeologico, parole che si sentono solo in caso di disastri avvenuti. Ma di mitigazione del dissesto e del rischio occorre parlarne sempre, anche e soprattutto in periodi di ‘’pace’’. Da dove partire? Sicuramente da particolari studi (geologici) atti a conoscere, prima di tutto, come è fatto il luogo in cui abbiamo deciso di vivere, spesso, ubicato alle falde anche di versanti costituiti esclusivamente da fronti rocciosi, senza alcuna copertura di terreni sciolti quali argille o sabbie.

Questo è sicuramente compito di un geologo che deve redigere uno studio geologico geomorfologico, è il caso di dire, ‘’a monte’’.

Fase importante dello studio geologico è il rilevamento geologico e geologico-strutturale (soprattutto nel caso di versanti costituiti da ammassi rocciosi) che permette di riconoscere il tipo di roccia, la sua forma nel contesto generale e particolare, il suo grado di degradazione e di fratturazione, in sostanza si esegue una vera e propriaradiografia.

Alla base di un buon rilevamento geologico-strutturale occorre sempre provvedere all’esecuzione di un rilievo topografico a scala adeguata, che corrisponde a una mappa, diciamo,‘’spoglia’’ della geologia, sulla quale il geologo ‘’aggiunge’’ i dati del rilevamento geologico.

Lo studio geologico-strutturale ha quindi l’obiettivo di evidenziare le eventuali condizioni d’instabilità del costone o versante investigato e soprattutto di evidenziare la presenza e le caratteristiche dei vari punti deboli che i geologi chiamano discontinuità, che possono essere i giunti di strato, le fratture e anche le più famose faglie, al fine di capire se è necessario un immediato intervento di bonifica.

Si passa, quindi, all’esecuzione di un vero e proprio progetto degli interventi e delle opere di bonifica che hanno, quindi, lo scopo di ripristinare le condizioni di stabilità del costone stesso.

In particolare, le opere mirano soprattutto alla sistemazione del fronte interessato e, solitamente, devono contemplare opere di contenimento sia a monte che a valle del costone roccioso.

Nel caso di costoni rocciosi, qualsiasi opera di bonifica deve sempre essere preceduta dal disgaggio dei massi pericolanti, da eseguire diligentemente con l’ausilio di personale specializzato ed adoperando tutte le misure necessarie di sicurezza contro eventuali franamenti verso valle del materiale lapideo e non.

A protezione di cadute di massi e terriccio dal fronte della parete rocciosa, si utilizza quasi sempre, un intervento attivo dato dalla posa in opera di una rete di acciaio zincato a maglie strette, rinforzata da cavi di acciaio zincato disposti a losanga con relativa chiodatura di fissaggio.

Un ulteriore intervento, di tipo passivo, è quello della posa in opera di barriere paramassi poste a diverse quote. Ma dove posizionare le barriere paramassi?

Ecco che entra in gioco il dettagliato studio geologico che serve, in questo caso, a capire l’ubicazione dei blocchi in procinto di caduta, la loro posizione e addirittura le loro traiettorie in caduta lungo la scarpata.

Lo studio delle traiettorie dipende da innumerevoli fattori. Infatti la geometria della scarpata, la forma del blocco in caduta e addirittura la velocità di partenza al momento del distacco dal pendio incidono in maniera rilevante sulla traiettoria di caduta dei blocchi. Addirittura su di essa incide anche quanta energia viene sprigionata per effetto degli urti durante la caduta. Questo perché quando un blocco è in caduta, può scivolare, rotolare o rimbalzare a seconda della sua forma, appiattita o arrotondata, e dell’inclinazione del pendio.

Nella realtà è molto complesso determinare puntualmente il profilo di un pendio ed individuare la forma dei diversi blocchi che potrebbero staccarsi oltre al fatto che, la geometria del pendio e la natura dei materiali affioranti, subiscono, nel tempo, modifiche, anche sensibili, per effetto, dell’alterazione della roccia, per l’accumulo di detriti nelle zone meno acclivi e per lo sviluppo della vegetazione.

È altresì difficile modellare il moto di caduta dei blocchi nei casi in cui questi si frantumino per effetto degli urti, né è possibile individuare le zone del pendi in cui si verifica la frantumazione.

A causa di tutte queste incertezze, l’analisi delle traiettorie di caduta e, quindi, la progettazione degli interventi di protezione data dalle barriere paramassi, deve essere sviluppata sulla base di un’ampia sperimentazione numerica, che consenta di indagare sui diversi aspetti del fenomeno e riconoscere i fattori principali che influenzano il moto di caduta nella particolare situazione in esame.

La geometria, la posizione e le caratteristiche prestazionali delle barriere paramassi vengono individuate sulla base dei risultati delle analisi di rotolamento massi attraverso appropriati software.

Queste analisi vengono effettuate su sezioni topografiche di pendio come rilevate in sito ed è, ovviamente, comprensibile come tali elaborazioni siano rappresentative per la sola sezione considerata. Non è possibile, infatti, valutare e prevedere a priori la dinamica morfologica dei versanti come ad esempio la crescita o l’abbattimento di alberature, piccoli smottamenti o frane, interventi antropici da parte di coltivatori delle zone a bosco, che può chiaramente avere velocità evolutive molto alte.

Vista, pertanto, la relativa affidabilità delle suddette simulazioni, le altezze e le energie che vengono solitamente adottare per le barriere paramassi sono spesso cautelativamente incrementate rispetto ai valori ricavati dai calcoli.

Le barriere paramassi sono tipicamente realizzate con strutture di intercettazione di vario tipo e vengono sostenute da montanti, funi di controvento e ancoraggi di fondazione.

Possono essere essenzialmente di due tipi, quelle senza controventi di monte che vengono installate nei casi in cui occorre ridurre le perforazioni e gli ingombri della barriera stessa, e quelle classiche, realizzate con strutture di intercettazione di vario tipo ma sostenute da montanti, da funi di controvento e da ancoraggi di fondazione.

Esempi di barriere paramassi è possibile osservarli nella fotogallery allegata, in cui sono illustrati casi di lavori di bonifica di costoni rocciosi realizzati dalla Cardine srl, impresa specializzata in questi tipi di interventi e, quindi, anche in lavori di realizzazione di barriere paramassi.

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Protezione Civile: Costiera Amalfitana mitigazione del rischio idrogeologico da Vietri sul Mare a Positano

La Protezione Civile Italiana parla di noi e degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico che abbiamo effettuato in Costiera Amalfitana.

Settembre 2018 – Costiera Amalfitana: la mitigazione del rischio idrogeologico da Vietri sul Mare a Positano
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Le politiche di prevenzione strutturale e non, messe in atto dalle istituzioni locali per tutelare l’ambiente, far vivere in sicurezza i cittadini della Costiera e i numerosissimi turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo per visitare questa perla del Mediterraneo.

[…] Intervistando il sindaco di Minori, ho appreso con enorme piacere e soddisfazione che a eseguire i lavori di messa in sicurezza del costone esecutrice è stata la ditta Cardine srl di Salerno.

Angelo la vostra impresa nel salernitano, sia nel campo di lavori pubblici e sia in quelli edili privati, è quotata e rinomata da generazioni. Ricordo molto bene tuo padre Gaetano, persona precisa di altri tempi, per cui la parola data era l’equivalente di un contratto scritto. Oggi l’azienda si è evoluta dedicandosi anche all’edilizia acrobatica, che si svolge con imbracature da alpinismo in quota; qual è stata la molla che vi ha motivato? “La nostra impresa, come ben riporti, è sul mercato da almeno tre generazioni. La Camera di Commercio di Salerno, il 17 maggio scorso, ha premiato, tra le altre, la eredi Grimaldi Gaetano srl, una delle ns. aziende storiche con quasi 70 anni di attività nel settore edile, civile, stradale e di sistemazione idrogeologica degli alvei fluviali. Il presupposto che ci ha convinti a specializzarci nell’ambito dei lavori acrobatici e per la sistemazione e mitigazione del rischio dei pendii rocciosi instabili, è stata la maggiore sensibilità riscontrata nelle popolazioni e nel mercato delle opere pubbliche. Eseguendo diversi lavori di Protezione civile, sappiamo bene che mentre in passato si discuteva di episodi calamitosi ‘accidentali’, oggi dobbiamo riconoscere che non è assolutamente così, poiché è possibile, con un’adeguata salvaguardia e attenzione alla geomorfologia ‘prevenire’ gli episodi, o quanto meno ‘mitigarli’ anticipandoli con sistemi di allerta e di organizzazione sul territorio. Il nostro staff è composto da operatori che hanno innanzitutto grande attitudine e passione, sono altamente specializzati in quanto seguono corsi di formazione continua ad hoc siamo affiancati da geologi anch’essi rocciatori e ingegneri con specializzazione geotecnica per la prevenzione dei dissesti idrogeologici”. Quali tipi d’intervento di Protezione civile effettuate? “Per rimanere nel campo operativo e della Protezione civile, per conto della Regione Campania e coordinati dal Genio Civile di Salerno e dalla Protezione civile regionale, nell’anno 2016 abbiamo avuto l’incarico di monitorare h24 – e nel caso intervenire immediatamente -, le statali 163 ‘Amalfitana’ e 146 ‘Sorrentina’, praticamente 54,00 km di strade costiere con i loro bellissimi, ma precariamente instabili versanti rocciosi. La Cardine srl, ha da sempre nella propria organizzazione, una squadra di tecnici e operai, disponibili 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, pronti a intervenire per i privati, ma soprattutto per le Pubbliche Amministrazioni affiancando la Protezione civile quando richiesto”.

E’ la prima volta che mi capita di raccontare d’interventi di prevenzione per la mitigazione dei rischi in piena scioltezza, durante un week-end a Maiori, seppur a soli 29 km dalla cittadina dove abito e lavoro. Del resto accoppiare vacanze e Protezione civile è un binomio che non si sposa facilmente, essendo abituati sempre a una Protezione civile legata al soccorso e quindi all’evento calamitoso già verificatosi. Diverso il discorso quando si parla di prevenzione; il connubio diventa possibile e anche appassionante, soprattutto in luoghi paradisiaci come questi del salernitano. Naturalmente, poiché come diceva in una mitica battuta Totò: “Da cosa nasce cosa”, non ho limitato l’indagine sulla mitigazione del rischio idrogeologico ai soli comuni di Minori e Maiori. Come trascurare, infatti, la ‘capitale’ della Repubblica Marinara, Amalfi, vincitrice dell’ultima regata storica delle Repubbliche Marinare contro Venezia, Pisa e Genova, nonché patria del navigatore Flavio Gioia, inventore della bussola magnetica, che ebbe i natali qui verso l’anno 1250. Nei giorni successivi mi sono recato al Comune di Amalfi con il metrò del mare (aliscafo) dal porto di Salerno, dove lavora part-time anche una mia collega dell’UTC del Comune di Baronissi, l’Ing. Raffaella Petrone. A bordo del natante ho potuto fotografare i costoni rocciosi su cui sono stati eseguiti i lavori di mitigazione del rischio da eventuali frane detritiche.[…]

I vari borghi che compongo i paesi costieri si intersecano e si sovrastano l’uno con l’altro in modo armonico; è il caso anche del territorio del comune di Ravello che da quota 365 m slm declina verso il mare sovrastando il territorio di Minori. Ravello, il paese del ‘Ravello Festival‘ che si tiene nell’incantevole villa Rufolo, dedicato al celebre compositore tedesco Richard Wagner, che qui terminò l’orchestrazione del suo ultimo capolavoro, il Parsifal. Anche in questi costoni sono stati eseguiti lavori d’imbrigliamento della roccia calcarea, al fine di mitigare il rischio del sottostante abitato di Minori, sempre ad opera della Cardine srl impegnata nei lavori ‘acrobatici’ in quota di messa in sicurezza. […]

A Ravello, ho incontrato anche Salvatore Di Martino, primo cittadino. Sindaco, come è noto, ad amplificare il rischio idrogeologico della Costiera è anche la sua conformazione territoriale. Quali interventi di mitigazione del rischio sono stati avviati nel suo Comune considerandone la posizione sovrastante rispetto all’abitato di Minori? ”Proprio lo scorso giugno, sono stati ultimati i lavori riguardanti la messa in sicurezza del costone roccioso in località SS Cosma e Damiano, a opera dell’impresa Cardine srl di Salerno, ditta ad altissima specializzazione nel settore dei lavori edili acrobatici su corda. Proprio il rischio idrogeologico su un fronte roccioso potenzialmente instabile, quale quello nei pressi della chiesa dedicata ai santi Cosma e Damiano, incombeva sulla strada comunale di grande e antica rilevanza poiché congiunge il paese con la SS 163 ‘Amalfitana’ oltre che utilizzata quotidianamente da turisti praticanti il trekking. L’intervento si è reso necessario, visto il crollo sulla strada di numerosi blocchetti calcarei, che fortunatamente non hanno causato rilevanti danni, sia a cose che a persone. In ogni caso è stato necessario disporre la chiusura della strada per consentire prima gli accertamenti del caso e poi l’esecuzione dei lavori. La ditta incaricata, come dicevo prima, possiede nel proprio organico personale ad altissima specializzazione, pertanto è stata effettuata la verifica della stabilità’ del costone eseguendo uno studio con un geologo rocciatore, peculiarità’ della ditta, il quale ha effettuato ispezioni geologiche strutturali mediante calate su corda con tecniche speleo-alpinistiche. Dopo il rilevamento e la cartografazione dei principali allineamenti tettonici dell’ammasso roccioso, lo studio ha evidenziato alcuni elementi rocciosi potenzialmente instabili sui si è intervenuti mediante: il taglio della vegetazione infestante, il disgaggio controllato di piccoli blocchi calcarei, l’apposizione di una bio-stuoia di colore integrato con l’ambiente circostante quindi ad impatto nullo ed infine apposizione di rete metallica a doppia torsione in aderenza alla parete, armata con funi in acciaio costituente una maglia quadrata con lati da 3 metri, vincolata con tiranti in acciaio di profondità di metri lineari 3,00 a formare la cosiddetta ‘difesa attiva’. Insomma posso essere soddisfatto di quanto è stato fatto per la mitigazione dei luoghi esposti”. […]

ConoscereGeologia: “Concluso a Catania Geosciences for the environment, natural hazard and cultural heritage”

Leggi l’articolo di ConoscereGeologia che parla di noi.

Concluso oggi a Catania “Geosciences for the environment, natural hazard and cultural heritage” supportato da Cardine srl

Si è concluso oggi a Catania “Geosciences for the environment, natural hazard and cultural heritage”, congresso organizzato dalla Società Geologica Italiana e dalla Società Italiana di Mineralogia e Petrologia.

logo sgi catania 2018

E’ stato questo, per la Società Geologica Italiana, l’89° congresso a partire dall’anno della sua fondazione organizzato in tre giorni di sessioni scientifiche sulle principali tematiche delle Geoscienze e ha incluso conferenze plenarie di studiosi di rilievo internazionale, tavole rotonde e forum su argomenti di rilevante impatto geologico-sociale e su grandi temi di interesse pubblico.

E’ stato, inoltre, per i ricercatori, un importante momento di confronto in cui hanno potuto esporre le proprie ricerche, mentre per i professionisti ha costituito una valida opportunità per l’aggiornamento professionale e per l’approfondimento di competenze proprie dell’ambito in cui operano.

Molto utile è stato anche per gli insegnanti di scuola in quanto ha rappresentato l’occasione per confrontarsi sui contenuti e sui metodi didattici delle Geoscienze oltre a fornire la possibilità di instaurare rapporti di collaborazione laboratoriale con il mondo della ricerca.

Ma aspetto fondamentale del congresso è stato sicuramente l’occasione per riflettere sul ruolo attuale e futuro delle Geoscienze nella società, sulla funzione che esse devono assumere nella formazione del cittadino e nella salvaguardia del patrimonio culturale e naturale che contraddistingue l’Italia.

Sponsor del congresso anche la ditta Cardine srl, impresa specializzata soprattutto in lavori di mitigazione dei georischi, in particolare di quello idrogeologico.

La Cardine srl a Catania presso il congresso SGI
La Cardine srl a Catania presso il congresso SGI
CARDINE al congresso SGI CATANIA 2018
La Cardine srl a Catania presso il congresso SGI