Il Vescovado 7 Dicembre 2019

Furore: l’Amalfitana resta chiusa, lavori proseguiranno anche nel week-end dell’Immacolata

Il Vescovado – Venerdì 7 dicembre 2018

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Saranno necessarie almeno altre tre giornate lavorative per vedere conclusi i lavori di messa in sicurezza del costone roccioso di Furore. I rocciatori dell’impresa “Cardine” di Salerno saranno impegnati anche nel week-end nelle operazioni di bonifica della parete prospiciente la Strada Statale 163 Amalfitana che rimarrà irrimediabilmente chiusa al traffico veicolare per il ponte dell’Immacolata.
Finora sono stati sganciati numerosi massi in bilico che prima o poi sarebbero venuti giù con la complicità degli agenti atmosferici. Il fronte interessato è di circa tremila metri quadrati e a preoccupare sono le diverse fratture riscontrate nella roccia con i tecnici chiamati alle opportune valutazioni.
Perché non sarebbe da escludere la necessità di apporre reti paramassi laddove necessario. Anche se il grosso è stato fatto, si dovrà attendere ancora qualche giorno prima della definitiva riapertura dell’arteria. Un’attesa che spezza in due la Costiera ma che è a salvaguardia dell’incolumità di tutti.

 

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Minori alluvione 1954

Per non dimenticare le vittime dell’alluvione di Salerno del 25-26 ottobre 1954

L’alluvione di Salerno del 25-26 ottobre 1954 fu una grave catastrofe causata da precipitazioni meteoriche di portata eccezionale; la tragedia fu talora aggravata nelle aree interessate da disboscamenti dissennati, i quali favorirono alcuni movimenti franosi estesi e distruttivi.

La pioggia cominciò a cadere con intensità moderata dalle ore 13:00 del 25 ottobre 1954, diventando più intensa verso le ore 17:00. Le precipitazioni aumentarono sempre più fino ad assumere le caratteristiche di un nubifragio, raggiungendo la massima intensità fra le ore 20:00 e la mezzanotte, ma proseguendo poi per tutta la notte: esse furono talmente abbondanti che in meno di 24 ore erano caduti più di 500 mm di pioggia.

La zona maggiormente colpita fu quella nella regione Campania, della costiera amalfitana fino alla città di Salerno, e precisamente le città di Vietri sul Mare, Cava de’ Tirreni, Salerno, Maiori, Minori, Tramonti.

In tutto si contarono, fra morti e dispersi, 318 vittime, 250 feriti, e circa 5.500 senzatetto. Nella città di Salerno le vittime furono un centinaio e circa 100 i feriti,a Vietri sul Mare le vittime furono oltre 100, a Cava de’ Tirreni 37, a Maiori 37.

Le devastazioni furono immense: frane, voragini, ponti crollati, strade e ferrovie distrutte in più punti, case spazzate via, scantinati allagati. I danni si calcolarono superiori ai 45 miliardi di lire.

La furia delle acque causò estese frane, una delle quali, staccatasi dal pendio di un monte da poco disboscato, spazzò via il villaggio di Molina, ed un vicino ponte monumentale dell’acquedotto, chiamato “Ponte del Diavolo”.

I due torrenti Bonea e Cavaiola provenienti da Cava trascinarono a mare una tale quantità di detriti da creare l’attuale spiaggia di Vietri. Tutta la costa del salernitano cambiò il suo aspetto, risultando in numerosi punti più avanzata a causa dell’apporto di detriti.

In costiera, sopratutto a Maiori furono danneggiate le borgate alte, buona parte del centro storico ed alcuni edifici lungo il torrente Reginna il quale, ostruito dai tronchi degli alberi trascinati a valle dalle acque, erose le fondamenta dei palazzi lungo il suo corso, facendone crollare le facciate.  Nel Municipio vi è una lapide che ricorda ed elenca i nomi dei 37 morti nell’alluvione dell’ottobre 1954.

 

(fonte wikipedia)

Conoscere Geologia – 15 Gennaio 2017

Dissesto idrogeologico, l’importanza di una buona progettazione

L’importanza di una buona progettazione è fondamentale anche per le imprese che eseguono lavori di consolidamento e sistemazioni idrogeologiche come la Cardine srl. Guarda la video-intervista al Dr. Angelo Grimaldi, Amministratore della Cardine srl.

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