Convegno “20 anni dopo #Sarno” – Fotogallery

Rassegna fotografica del convegno nazionale “20 Anni dopo Sarno – Cosa è cambiato” organizzato dall’Consiglio Nazionale dei Geologi in collaborazione con l’ Ordine dei Geologi della Campania e AIGA. Guarda le foto della partecipazione di Cardine S.r.l.

Venti anni fa una vasta colata di fango causava la morte di 160 persone nei comuni di Sarno, Siano, Bracigliano (in provincia di Salerno) e Quindici (Avellino). Nel giorno del ventesimo anniversario da quella tragedia, il Consiglio Nazionale dei Geologi, l’Ordine dei Geologi della Regione Campania e l’Associazione Italiana di Geologia Applicata organizzano il convegno “20 anni dopo Sarno: cosa è cambiato” che ha avuto luogo sabato 5 maggio scorso dalle ore 9:00 alle 18:00 al Grand Hotel di Salerno.

Cardine S.r.l. ha partecipato come partner del CNG per promuovere questa interessante iniziativa che ha fatto il punto della situazione sugli eventi catastrofici accaduti. In quell’occasione i fondatori della ditta Cardine s.r.l. hanno apportato il proprio contributo nel comune di Siano, di seguito la testimonianza del Dr. Grimaldi della CARDINE srl che quei tragici giorni intervenne per lo svuotamento delle vasche di laminazione.

Gli eventi del 5 Maggio 1998

«A Siano fummo chiamanti per svuotare, di somma urgenza, una vasca di laminazione posta in località Campo, utile a contenere il fango affinché non invadesse i centri abitati sottostanti. – ricorda il dott. Angelo Grimaldi presidente di Cardine S.r.l. – Abbiamo lavorato ininterrottamente giorno e notte, per far fronte agli eventi eccezionali che si erano verificati in quella terribile nottata. La vasca, facente parte del reticolo di vasche e canali presenti sul territorio e risalente all’epoca borbonica, era arrivata al colmo, anche per effetto di stratificazioni di precedenti eventi. I lavori effettuati da Cardine S.r.l. hanno riguardato lo svuotamento totale del sito in tempo brevissimi».

«La situazione di Siano era tragica, alcune case erano state completamente inghiottite dal fango e con esse i suoi abitanti, l’emergenza era altissima tanto quanto quella di Sarno e Quindici, e le condizioni meteorologiche non erano delle migliori. Ad aggravare la situazione erano i bollettini meteo che prevedevano ancora piogge nelle giornate successive al 5 maggio, e per far sì che la vasca di Siano fosse vuota il prima possibile, in modo da poter espletare la sua funzione di raccolta di acque e fango, abbiamo lavorato senza sosta, con turni forzati di lavoro, proprio per garantire la messa in sicurezza dell’abitato».

Oggi

Fortunatamente negli ultimi anni il fenomeno del dissesto idrogeologico è sempre più attenzionato ma le cause più evidenti sono di natura antropica: eccessivo consumo di suolo, cementificazione, deforestazione.

In quest’ultimo ventennio Cardine S.r.l. ha continuato a realizzare opere di mitigazione del rischio idrogeologico, come la manutenzione di alvei e la messa in sicurezza di costoni rocciosi e pendii montani, consapevole che soltanto la cura del territorio e la messa in sicurezza delle aree a rischio, possono essere l’unica soluzione per evitare nuove tragedie di tale entità. A tale riguardano abbiamo intervistato il Dr. Grimaldi, con il quale abbiamo parlato delle attività della sua azienda leader nel settore delle sistemazioni idrauliche ed idrogeologiche.

Cardine parteciperà al Workshop “Meteo Campania” a Fisciano (SA)

Cardine srl è lieta di invitarti all’evento “Workshop Meteo” che si terrà Sabato 28 Aprile dalle ore 16:00 alle ore 23:00 presso l’Agriturismo Biologico Barone Antonio Negri di Fisciano (SA).

L’evento è organizzato da “Che Tempo Fa” in collaborazione con Campanialive.it meteo, meteocilento.it, Jerry’s Forecast, Meteo In Diretta, e MeteoinMolise, e queste diverse realtà locali si sono unite per presentare il primo workshop campano sulla meteorologia con titolo “L’inverno 2017/2018 nel sud Italia, analisi e caratterizzazione degli eventi estremi”.

Di seguito il programma delle relazioni:

  •  17:00 – Registazione dei partecipanti17:30 – Introduzione al workshop con Gaetano Genovese
  • 17:45 – Alberto Fucci – Dalla Stratosfera a Benevento : Analisi tecnica meteorologica su scala globale e locale della nevicata di fine febbraio 2018
  • 18:00 – Giuseppe Stabile – Analisi meteorologica del semestre ottobre 2017/marzo 2018 su Cilento e Vallo di Diano
  • 18:15 – Gerardo Alan Giordano – Un inverno speciale nell’Agro Nocerino/Sarnese
  • 18:30 – Francesco Tedesco – Analisi pluviometrica su Salerno nel semestre ottobre 2017/marzo 2018
  • 18:45 – Germano Placido Di Leo – L’eccezionale nevicata in Basilicata del 22 e 23 Marzo 2018
  • 19:00 – Gaetan Ciaramella – L’inverno molisano: dati e fotografie
  • 19:15 – Alessandro Gambardella – Il tornado di Caserta, analisi ed evoluzione dell’evento.
  • 19:30 – Aperitivo meteorologico panoramico
  • 20:00 – Cena a base di prodotti tipici locali

 

 

Lavori di consolidamento di costoni rocciosi eseguiti in Costiera Amalfitana

Chi sono i rocciatori? Geologi, tecnici o operai edili?

I rocciatori rappresentano una risorsa nel panorama degli interventi in quota, e sono uomini o donne che dopo un iter formativo arrivano in punti dove per accedervi è necessario l’uso di funi, proprio per questo motivo sono spesso chiamati “Operatori su Funi”.

I rocciatori esperti, si muovono agilmente in ambienti spesso ostili, come lavori esposti e in quota e versanti montani, dove i mezzi operativi usati normalmente non hanno accesso diretto.
Cardine srl si avvale di specialisti su funi per effettuare interventi in quota come sistemazioni idrogeologiche anche a seguito di frane o caduta massi, consolidamento di pareti rocciose e applicazione di barriere paramassi o di reti metalliche.

Ecco alcune immagini di rocciatori durante un intervento presso un costone roccioso sovrastante il porto di Salerno in Campania:

Per iniziare a diventare Operatori su Funi (abbreviato OsF) è necessario partecipare ad un corso della durata minima di 32 ore. La legge impone un limite minimo ma da esperienza personale e decennale nel mondo delle funi posso dire che non sono affatto abbastanza per essere “padroni dell’arte”. Il corso insegna le basi della sicurezza, l’esperienza in cantiere fornisce poi la competenza. Nelle proprie attività Cardine srl impiega sia geologi ad esempio per lo studio di un fronte roccioso, sia tecnici, ma anche operai edili per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza dei versanti.

Maltempo in Campania, Cardine affianca la Protezione Civile

Una forte ondata di maltempo si abbattuata su tutto il centro-sud Italia, e la Campania è stata esposta a grossi disagi a causa delle nevicate del 26 e 27 febbraio.

Cardine Srl in questi giorni è impegnata nel monitoraggio delle strade statali in Campania, proprio a causa delle avverse condizioni meterologiche di questi ultimi giorni. Oltre alla prevenzione Cardine è impegnata nell’intervento con prontezza, nei casi in cui si renda necessario lo sgombero dei materiali per garantire la fruibilità dei tratti stradali maggiormente colpiti dal maltempo.

Le squadre di Protezione Civile sono state supportate in questi giorni proprio da Cardine Srl sulle strade del territorio con mezzi spargisale, per affrontare le gelate conseguenti agli abbassamenti di temperatura.

Rischio idrogeologico, arriva un finanziamento di 800 milioni di euro

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze riceverà dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) un finanziamento di 800 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio.

La mitigazione del rischio idrogeologico è sempre più oggetto di attenzione da parte delle istituzioni e Cardine srl, grazie alla sua esperienza nei lavori in quota, può realizzare opere per la messa in sicurezza del territorio.

La prima tranche, pari a 400 milioni, è stata sottoscritta venerdì 22 dicembre. La seconda tranche del finanziamento sarà erogata nei primi mesi del 2018.

Lo stanziamento consentirà di realizzare circa 150 programmi, sotto il coordinamento del Ministero dell’Ambiente. Quest’ultimo firmerà nei prossimi giorni con la BEI il contratto di progetto per il monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi oggetto del ‘Piano nazionale per la prevenzione ed il contrasto del rischio idrogeologico’ del Governo italiano.

Gli 800 milioni di euro approvati copriranno circa il 50% del valore dei progetti previsti entro il 2022 dal Piano nazionale.

Nel dettaglio, gli interventi riguarderanno la realizzazione o il rafforzamento degli argini dei fiumi a rischio esondazione, la risistemazione dei corsi d’acqua e dei canali di collegamento, le casse di espansione lungo fiumi e torrenti, interventi per prevenire erosioni costiere o frane.

Ministro Galletti: ‘il prossimo Esecutivo dovrà proseguire questo lavoro’

“L’accordo raggiunto tra il Ministero dell’Economia e la Banca Europea degli Investimenti è un grande risultato che dà ancora più forza alla sfida cruciale della messa in sicurezza del territorio lanciata dai governi di legislatura. Allo stesso tempo, impegna il prossimo Esecutivo a proseguire questo lavoro”. Lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

“Il Ministero dell’Ambiente, assieme ad ItaliaSicura – ha aggiunto Galletti – ha interpretato il contrasto al dissesto idrogeologico in una forte discontinuità con un passato di insufficiente programmazione, di burocrazia soffocante che fermava i cantieri, di soldi spesi male o rimasti nei cassetti. Lo abbiamo fatto nella concordia con le istituzioni locali e le parti sociali, con un Piano strategico cui questo nuovo finanziamento della Bei farà fare ulteriori passi avanti”.

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240 milioni di euro per interventi urgenti di risanamento

La mitigazione  del rischio idrogeologico è sempre più oggetto di attenzione da parte delle istituzioni, tanto che sono stati stanziati 240 milioni di euro per gli interventi urgenti di risanamento.

Il Protocollo di intesa da 54 milioni e 700 mila euro riguarda gli interventi del “Piano stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni”. In questo ambito, 49 milioni di euro saranno destinati alla cassa di espansione del fiume Dora Riparia per proteggere la città di Torino, 4 milioni di euro saranno impiegati per l’accessibilità da nord alla Reggia di Venaria Reale e il nuovo ponte sul torrente Ceronda, 950 mila euro finanzieranno lo scolmatore dal rio Levesa al torrente Gallenca, a salvaguardia degli abitati di Salassa, Oglianico e Rivarolo. Sono poi previsti 641 mila euro per il secondo stralcio di intervento nella sponda destra del Po a Moncalieri.

Con l’accordo integrativo sarà consentito il finanziamento di 6 milioni e 386 mila euro, previsti nel Piano Operativo Ambiente della nuova programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, 4 milioni saranno utilizzati per la difesa del versante destro della Dora Baltea, 1,8 milioni serviranno per l’allontanamento delle acque per la messa in sicurezza dell’abitato di Crevacuore in provincia di Biella e 520 mila euro finanzieranno il completamento dei lavori di sistemazione del versante in dissesto in località Castello a Cortemilia.

Galletti e Chiamparino hanno inoltre fatto il punto sulle risorse previste per il Piemonte dal Piano Operativo Ambiente all’interno della programmazione FSC 2014-2020. Sono previsti 16,2 milioni di euro, per le bonifiche dei siti d’interesse nazionale SIN di Serravalle Scrivia e Casale Monferrato, aree ex Oma ed ex Chimica industriale a Rivalta di Torino, sito ex Lerifond di Givoletto (To) e “Ex Interchim” di Ciriè (To). Saranno inoltre finanziati 59 interventi per il miglioramento del servizio idrico integrato e la riduzione delle perdite di rete di acquedotto per oltre 33,5 milioni di euro.

Dissesto idrogeologico, 25 milioni per le Marche

Con un’integrazione all’Accordo di Programma risalente del 2010, il Ministro Galletti e il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, hanno programmato una serie di interventi, resi ancora più urgenti anche a seguito degli eventi sismici.

In particolare, 4,8 milioni serviranno a mitigare il rischio idrogeologico a Fiorenzuola di Focara, interessata dagli incendi degli scorsi mesi sul Colle San Bartolo, un milione e 800 mila euro sono destinati alla riduzione del rischio idraulico e al miglioramento dello stato ecologico del fiume Tronto a Pescara del Tronto, nel comune di Arquata, 3,2 milioni andranno al consolidamento della rupe Santa Maria della Rocca e dei tratti della ex strada provinciale 43 mezzina, nel comune di Offida, 2,1 milioni serviranno a mitigare i rischi franosi a Castel di Lama in località Piattoni e quasi due milioni di euro saranno utilizzati per il consolidamento degli abitati di Casteldimezzo, nel tratto di costa tra Gabicce e Pesaro, e del versante ovest del centro abitato di Santa Vittoria in Matenano (Fermo).

Ci sono poi 2,7 milioni di euro del programma di interventi contro le frane e l’erosione costiera nei Comuni di Castignano, Castorano e Genga. Si tratta di investimenti che saranno realizzati con le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e programmati nel Piano Operativo “Ambiente”, approvato dal CIPE con la Delibera n. 55/2016. Nel programma è previsto anche uno stanziamento da 7 milioni e 758 mila euro per la messa in sicurezza e bonifica della ex Sgl Carbon di Ascoli Piceno, tra le discariche ricadenti nella procedura di infrazione comunitaria 2003/2077.

Nell’ambito delle risorse FSC sono previsti 75 interventi per il miglioramento del servizio idrico integrato e la riduzione delle perdite di rete, che assorbiranno 10,6 milioni di euro. Alle Marche è stato inoltre destinato un milione di euro a valere sul “Fondo progettazione”.

Dissesto idrogeologico, 5 milioni alla Liguria

Con l’accordo sottoscritto da Galletti e dall’Assessore regionale all’Ambiente, Giacomo Giampedrone, saranno destinati 3 milioni di euro alla sistemazione idraulica del Rio Fegino, opera ritenuta strategica per il perseguimento degli obiettivi fissati dalla pianificazione di bacino.

Altri 2,2 milioni di euro rientrano invece nell’Atto integrativo all’Accordo di Programma del 2010 tra Regione Liguria e Ministero dell’Ambiente. Le risorse, provenienti dal “Piano operativo ambiente” dei Fondi sviluppo e coesione 2014-2020, finanzieranno quattro interventi: la sistemazione idrogeologica dell’abitato di Caprile, comune di Propata (GE) (895 mila euro), il consolidamento del movimento franoso in località Carbuta, nel comune di Calice Ligure nel savonese (595 mila euro), la mitigazione del rischio nel versante in frana e il consolidamento della rotabile pubblica di Via Castellaro a Zoagli (392mila euro), interventi contro il dissesto del versante dell’alveo del Rio Crosio nel comune di Ospedaletti (Imperia) finanziato con 371 mila euro.

Rischio idrogeologico, 63 milioni di euro alla Regione Toscana

Il protocollo d’intesa prevede che attraverso il ‘Fondo Infrastrutture Ambientali’ istituito dalla Legge di Bilancio 2017, il Ministero finanzi subito i 15 interventi contenuti nella parte programmatica del ‘Piano nazionale per le aree metropolitane’.

L’intervento più rilevante, da 16 milioni e 750 mila euro, è in provincia di Arezzo: l’adeguamento della diga di Levane e delle opere connesse, che consentiranno di abbattere sensibilmente il rischio sulla città di Firenze, in sinergia con le casse di espansione di Figline val d’Arno.

Viene finanziata inoltre la messa in sicurezza del fiume Serchio con quasi 3,8 milioni di euro: l’adeguamento strutturale dell’argine destro con 2 milioni e 439 mila euro, mentre il sesto lotto dell’adeguamento del sinistro con 1 milione e 338 mila euro. Circa 1,2 milioni sono destinati complessivamente al ripristino della corretta regimazione del canale emissario della Viaccia nel fiorentino, attraverso due finanziamenti: 588 mila per il primo lotto, 700 per il secondo. Meno di un milione di euro (980 mila) vanno invece all’asportazione dei sedimenti di fondo del torrente Parmignola (Massa Carrara).

Con l’atto integrativo vengono invece integrati gli accordi risalenti al 2010 con ulteriori 27 milioni di euro: tra gli impegni del dicastero ci sono anche 1,8 milioni destinati al comune di Collesalvetti in località Stagno, una delle aree della provincia di Livorno alluvionate nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017. La Regione si impegna invece a finanziare 17 nuovi interventi urgenti da oltre 25 milioni.

A questi vanno aggiunti i 7,8 milioni previsti dal Piano Operativo Ambiente FSC 2014-2020 per le frane: si tratta di 13 cantieri, tra cui la mitigazione dei rischi frana sulla Valle del Frigido (Massa, 1,9 milioni) e la sistemazione morfologica della spiaggia di Vada a Rosignano Marittimo (1,33 milioni). La Regione Toscana ha dato disponibilità a cofinanziare questi 13 interventi con ulteriori 2,1 milioni di euro.

Rischio idrogeologico, 85 milioni alla Regione Emilia Romagna

Con risorse del ‘Fondo Infrastrutture Ambientali’ vengono finanziate alcune opere già contenute nell’elenco del ‘Piano Stralcio Aree Metropolitane’. 55 milioni di euro sono destinati a Parma e al nodo idraulico di Colorno, 5,6 milioni alle opere di completamento della cassa di laminazione delle piane del torrente Lavino in località Rivabella, nella provincia di Bologna, e 1,1 milioni al completamento dei lavori di adeguamento delle sezioni di deflusso nel torrente Sillaro.

Con l’atto integrativo agli accordi di programma del 2010, Ministero e Regione intervengono con ulteriori 13 milioni di euro: 6,3 milioni da Fondi del Ministero finanzieranno opere di messa in sicurezza del territorio, mentre 6,6 sono destinati alla riduzione del rischio idrogeologico e dell’erosione costiera, a partire dai 2 milioni per il completamento del consolidamento della parete sud della rupe di San Leo. Rientrano in queste risorse 16 interventi in provincia di Piacenza, già oggetto dell’Ordinanza della Protezione Civile 292/2015 in risposta agli eventi meteorologici di metà settembre del 2015.

Infine, il ministro Galletti e il presidente Bonaccini ha assicurato che tra gennaio e febbraio 2018 saranno erogati tutti i fondi per completare il finanziamento e avviare i cantieri di altri lavori previsti nel ‘Piano stralcio Aree metropolitane’ e non inseriti nel Protocollo: le opere di regolazione idraulica (installazione 2 pompe sommergibili) nell’impianto ‘Il Conte’ del Consorzio di Bonifica Renana in località Bagnetto (1,6 milioni), nel bolognese, e il completamento delle casse di laminazione del Torrente Senio, nel ravennate, intervento da 8,5 milioni di euro.

Fonte Edilportale

Rischio di frana: massi instabili e fratturati nei costoni rocciosi [fotogallery]

L’oggetto dello studio, presentato da Cardine srl durante lo scorso 36esimo Convegno GTGNS di Trieste, è stato la mitigazione del rischio di frana mediante la messa in sicurezza di massi instabili e fratturati, in condizioni di incipiente crollo. Con l’intervento nel sito di Castel San Giorgio (SA) effettuato da Cardine srl, è stato messo in sicurezza il versante roccioso. Il lavoro è stato effettuato sugli ammassi rocciosi in sede, esaminando le implicazioni cinematiche e dinamiche dei crolli degli ammassi rocciosi in sito. Grazie all’attività svolta da Cardine srl è stata messa in sicurezza un’area di circa 1000mq, ridimensionando in questo modo sia il rischio frane che quello idrogeologico attivo.

Ecco alcune immagini tecniche dell’intervento effettuato presso l’abitato di Santa Croce in Agro di Castel San Giorgio (SA), con particolare attenzione alla messa in sicurezza del costone roccioso e alla mitigazione del rischio sismico di Monte Castello.

Durante i lavori sono stati effettuati rilievi geostrutturali in parete, valutazioni sulla stabilità del versante e successivamente interventi per la mitigazione del rischio al fine di mettere in sicurezza l’abitato.

Le soluzioni tecniche adottate hanno prodotto un intervento di riqualificazione ambientale e messa in sicurezza dei blocchi rocciosi incombenti sull’abitato di Santa Croce, perseguendo i seguenti risultati:

  • Mitigazione del rischio, garantendo maggiore sicurezza alla popolazione residente
  • Miglioramento in luogo, di potenziale sviluppo socio-economico, innalzandone il grado di vivibilità ed il livello di qualità della vita
  • Riqualificazione e salvaguardia dell’ambiente, mediante l’impiego di tecniche di ingegneria geotecnica per la difesa del suolo.

In basso la mappa del territorio in cui Cardine srl ha effettuato gli interventi.

Comune di Castel San Giorgio (SA)

Fotogallery Convegno GNGTS di Trieste

Cardine srl è stata presente, presentando i propri interventi di messa in sicurezza del costone roccioso sito nel Comune di Castel San Giorgio (SA), al 36° Convegno Italiano del Gruppo Nazionale per la Geofisica della Terra Solida (GNGTS) che si è tenuto a Trieste dal 14 al 16 novembre presso la Stazione Marittima.

Il convegno è stato suddiviso in tre temi:

  • TEMA 1: GEODINAMICA
  • TEMA 2: CARATTERIZZAZIONE SISMICA DEL TERRITORIO
  • TEMA 3: GEOFISICA APPLICATA

Durante l’evento il geologo Antonio Toscano, direttore della testata giornalistica Conoscere Geologia,  ha posto l’accento sugli interventi effettuati da Cardine srl ed ha intervistato i presenti, come dalla fotogallery in basso:

Nella giornata del 15 novembre vi è stata la presentazione del lavoro effettuato presso l’abitato di Santa Croce in Agro di Castel San Giorgio (SA), con particolare attenzione alla messa in sicurezza del costone roccioso e alla mitigazione del rischio sismico di Monte CastelloCardine srl è lieta di aver esposto il proprio lavoro assieme ai progettisti ing. Petroccelli, ing. Giaffrida e geol. Rega ed al Comune di Castel San Giorgio (SA) rappresentato dall’architetto Teresa Montefusco che ha promosso la partecipazione ed è responsabile del servizio di Protezione Civile nonché autrice e relatrice degli atti del progetto del Convegno Nazionale.

 

Cardine srl selezionata al Convegno GNGTS di Trieste

Inizia oggi il 36° Convegno Italiano del Gruppo Nazionale per la Geofisica della Terra Solida (GNGTS) che si terrà a Trieste dal 14 al 16 novembre presso la Stazione Marittima e durante il quale Cardine srl esporrà gli interventi di messa in sicurezza del costone roccioso sito nel Comune di Castel San Giorgio (SA).

Cardine srl è orgogliosa di annunciare la propria presenza a Trieste, assieme ai progettisti ing. Petroccelli, ing. Giaffrida e geol. Rega ed al Comune di Castel San Giorgio (SA) rappresentato dall’ arch. Teresa Montefusco, che ha promosso la partecipazione ed è responsabile del servizio di Protezione Civile nonché autrice e relatrice degli atti del progetto del Convegno Nazionale.

«E’ un onore, per noi di Cardine, partecipare al Convegno che è un appuntamento immancabile per geofisici, vulcanologi e geochimici.» dichiara Angelo Grimaldi, CEO Cardine srl «Saranno, infatti, centinaia gli studiosi presenti che si confronteranno sullo stato della Geofisica della Terra Solida ed è per noi una grande soddisfazione che il nostro operato sia oggetto di studio e di interesse in un evento così prestigioso.»

Durante la giornata del 15 novembre vi sarà la presentazione del lavoro effettuato presso l’abitato di Santa Croce in Agro, con particolare attenzione alla messa in sicurezza del costone roccioso e alla mitigazione del rischio sismico di Monte Castello.

L’oggetto dello studio, che verrà presentato durante il Convegno di Trieste, è la mitigazione del rischio di frana mediante la messa in sicurezza di massi instabili e fratturati, in condizioni di incipiente crollo. Con l’intervento di messa in sicurezza del versante, operato sugli ammassi rocciosi in sede, vengono esaminate le implicazioni cinematiche e dinamiche dei crolli degli ammassi rocciosi in sito. Grazie all’attività svolta da Cardine è stata messa in sicurezza un’area di circa 1000mq, dimensionando in questo modo sia il rischio frane che quello idrogeologico attivo.POSTER LAVORO

Durante i lavori sono stati effettuati rilievi geostrutturali in parete, valutazioni sulla stabilità del versante e successivamente interventi per la mitigazione del rischio al fine di mettere in sicurezza l’abitato.

Le soluzioni tecniche adottate hanno prodotto un intervento di riqualificazione ambientale e messa in sicurezza dei blocchi rocciosi incombenti sull’abitato di Santa Croce, perseguendo i seguenti risultati:

  • Mitigazione del rischio, garantendo maggiore sicurezza alla popolazione residente
  • Miglioramento in luogo, di potenziale sviluppo socio-economico, innalzandone il grado di vivibilità ed il livello di qualità della vita
  • Riqualificazione e salvaguardia dell’ambiente, mediante l’impiego di tecniche di ingegneria geotecnica per la difesa del suolo.

Poster redatto da T.Montefusco, G.Petroccelli, G.Rega.