Rassegna stampa: Occhi su Salerno – 20/06/2022

Rassegna Stampa “Occhi su Salerno” del 20 giugno 2022.

Cardine Srl, azienda salernitana sponsor ufficiale del convegno “Gli stati generali della Geotermia” a Roma

Presente anche il presidente Angelo Grimaldi, che ha avuto modo di incontrare, tra gli altri, anche il ministro dell’Energia Roberto Cingolani.

Cardine Srl, impresa salernitana di edilizia e bonifica grazie rocciatori specializzati in tecnica alpinistica, è stata sponsor ufficiale del convegno “Gli stati generali della Geotermia, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi, la Fondazione Centro Studi del CNG e la Commissione Piattaforma Geotermia CNG, che si tenuta a Roma giovedì 16 giugno 2022 presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio n.131.

“Questa tecnologia, che affonda le sue radici nel passato, ora più che mai è fondamentale nell’abbattimento delle emissioni in atmosfera e può essere di concreto supporto, insieme alle altre energie rinnovabili, alla transizione energetica”, spiega l’impresa salernitana.

Presente anche il presidente Angelo Grimaldi, che ha avuto modo di incontrare, tra gli altri, anche il ministro dell’Energia Roberto Cingolani. Quest’ultimo “ha rimarcato l’importanza di diversificare le fonti di energia rinnovabile, inserendo la geotermia fra quelle maggiormente innovative”.

Cingolani si è soffermato a lungo sul fatto chela decarbonizzazione costituisce un obiettivo facilmente raggiungibile entro il 2030 per il 55% rispetto al 1990,precisando comele richieste di nuovi allacci da energie rinnovabili pervenute al 31 maggio 2022 siano state pari a circa 5.6 Gigawatt/ora. È necessario diversificare il più possibile l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili e accelerare maggiormente le procedure non è pensabile concentrarsi solo ed esclusivamente su una delle risorse trascurandone altre.

Il calore interno della terra quindi, si candida come importante fonte di energia del futuro che concorrerà entro 2030 al raggiungimento della soglia dei 230 Terawatt/ora da rinnovabili che, secondo il ministro Cingolani, è la soglia oltre la qualeè possibile iniziare a parlare di mobilità elettrica e di elettrificazione industriale, un’auspicabile crescita del PIL porterà inevitabilmente ad un’ulteriore richiesta di energia.

Il programma passa ovviamente per un importante impegno economico pari a complessivi 360 miliardi di euro, suddivisi in 230 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano complementare, da impiegare entro il 2026, e 130 miliardi di euro per i fondi strutturali europei della programmazione 2021-2027 ed il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), utilizzabili anche oltre la scadenza del 2026 fissata per il Pnrr.

Geotermia legata ad alte temperature, alta e media entalpia, per il teleriscaldamento di quartieri, città ed industria, e produzione di energia elettrica mediante impianti innovativi di abbattimento degli inquinanti gassosi ad alta efficienza, ma anche geotermia per piccoli impianti domestici per il riscaldamento ed il raffrescamento mediante pompe di calore, geoscambio a bassa entalpia, una nuova tecnologia che secondo Bruno Della Vedova, presidente dell’Unione Geotermica Italiana, può dare un’accelerazione significativa alla transizione energetica strategica del Paese. Il territorio nazionale offre eccellenti opportunità per la produzione di energia elettrica, citando il caso della Toscana che copre oggi il 30% dei consumi elettrici della Regione, pari a 6.0 TWh, il 2% dei consumi elettrici nazionali.

Per il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi Arcangelo Francesco Violo, la geologia al suo interno, assume un ruolo fondamentale nella pianificazione infrastrutturale, nella gestione delle risorse idriche, nella rigenerazione urbana, nella riqualificazione ambientale e nella mitigazione dei rischi geologici ed ambientali, sia di carattere nazionale che planetario.

Rassegna stampa: Il Quotidiano della Costiera – 20/06/2022

Rassegna Stampa “Il Quotidiano della Costiera” del 20 giugno 2022

Impresa Cardine di Salerno protagonista agli Stati Generali della Geotermia di Roma

Lo sviluppo sostenibile della geotermia quale elemento fondamentale per la sicurezza energetica del Paese: è questa la prospettiva emersa dagli “Stati Generali della Geotermia”, svoltisi a Roma nei giorni scorsi con l’organizzazione del Consiglio Nazionale dei Geologi e la collaborazione di Enea e Ricerca sul Sistema Energetico.


Una tecnologia che affonda le sue radici nel passato, ora più che mai è fondamentale nell’abbattimento delle emissioni in atmosfera e può essere di concreto supporto, insieme alle altre energie rinnovabili, alla transizione energetica.

Sponsor ufficiale dell’evento l’impresa salernitana di rocciatori specializzati in tecnica alpinistica e in lavori di alta quota, Cardine srl, presente ai lavori con il patron Angelo Grimaldi.

Presente al convegno, tra gli altri, anche il Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, che ha rimarcato l’importanza di diversificare le fonti di energia rinnovabile, inserendo la geotermia fra quelle maggiormente innovative.

Rassegna Stampa “Il Quotidiano della Costiera”

Rassegna Stampa “Il Quotidiano della Costiera” del 12 Maggio 2022

Amalfi, il post frana e quanto ancora c’è da fare. Intervista ad Angelo Grimaldi

Quindici mesi per rimarginare del tutto quella ferita apertasi il 2 febbraio 2021. Ad Amalfi i ponteggi hanno lasciato spazio all’armonia, alla bellezza del grappolo di case variopinte sulla roccia del rione Vagliendola. I sei archi bianchi aggrappati alla roccia, in perfetta armonia col paesaggio, regalano speranza e fiducia. Soprattutto negli uomini e nelle istituzioni che in sinergia hanno lavorato alla celere ricostruzione. Un intervento finanziato per 3,3 milioni di euro dalla Regione Campania e realizzato a regola d’arte – e senza non poche difficoltà – dall’impresa Cardine di Salerno. Un’idea progettuale, autorizzata dalla Soprintendenza di Salerno, che porta la firma del professor Michele Brigante al quale il Comune di Amalfi affidò l’incarico di ripensare la costruzione delle strutture crollate. A coadiuvarlo gli ingegneri Pierluigi Califano e Pietro Moretti, colsupportodell’ufficio tecnico comunale diretto dall’ingegner Pietro Fico con gli architetti Chiara Imperati e Bernando Nunziata.

Angelo Grimaldi, titolare dell’impresa Cardine srl di Salerno, che da anni in Costiera Amalfitana realizza lavori di bonifica e messa in sicurezza dei costoni potendo contare su un efficiente team di rocciatori e tecnici, spiega la complessità dell’intervento di Amalfi e le metodologie di risanamento utilizzate. E soprattutto la necessità di una nuova cultura della prevenzione da rischio idrogeologico.

«Questo versante in roccia presentava un elevato carico di tensioni – ci spiega Grimaldi – e per consentirne la bonifica e soprattutto il consolidamento, sono state progettate soluzioni d’avanguardia.In considerazione della particolare ubicazione del sito, in seguito agli interventi di risanamento dopo il disgaggio controllato, è stata eseguita la messa in opera di rete metallica di contenimento con tiranti passivi, creando un reticolo di consolidamento con l’ausilio di tiranti attivi che lavorano a 15 metri di profondità. In quota, poi, sono stati costruiti gli archi a consolidamento del costone e alla base della strada dell’Annunziatella, progettati tenendo conto di un bassissimo impatto ambientale».

Lavori realizzati in tempi record e in condizioni non sempre favorevoli.

«Abbiamo lavorato con turni diurni e notturni per abbattere i tempi e arrecare meno disagi possibili alla popolazione residente e ai turisti – ricorda – La statale è rimasta sempre aperta al traffico grazie alla galleria artificiale realizzata in tubi e giunti in acciaio che ci ha permesso di operare al di sopra del piano viabile, in quota».

 

La Costiera Amalfitana è costretta a convivere con il dissesto idrogeologico ed è paradossale che gli interventi di mitigazione del rischio siano sempre più rari. Anzi: è consuetudine l’intervento postumo all’evento franoso.

«Il dissesto idrogeologico in Costiera Amalfitana, patrimonio Unesco, è molto diffuso e questo rende la zona bella ma spesso anche impossibile. Negli anni si è verificato un’enorme impermeabilizzazione del territorio che ne ha ridotto di molto la ricettività idraulica. Questo ha causato il notevole trasporto a valle di enormi quantità di detriti, molto spesso non in grado di essere accolti da torrenti e canali. Di solito questi eventi possiamo ascriverli anche alla mancata programmazione di necessaria dotazione finanziaria, ma ovviamente anche perchè si verificano dopo centinaia di anni facendo perdere ciclicamente la memoria» ci dice Grimaldi che aggiunge: «Fortunatamente, negli ultimi anni, gli operatori del settore hanno acquisito una grande sensibilità e insieme con geologi e ingegneri geotecnici che riescono a classificare scientificamente gli eventi e attraverso appropriati software, a eseguire una corretta progettazione, si sono fatti passi da gigante, passando dalla visione empirica degli interventi, a calcoli scientifici ed affidabili. Molto spesso alle Amministrazioni proponiamo monitoraggi che permettano di contenere i fenomeni mitigando i rischi e ad avere una storia degli eventi anche quando non sono calamitosi e non causano danni. Con i monitoraggi quindi, siamo in grado di intervenire sul nascere di eventi franosi anche dove non ci sono pluviometri».

Le amministrazioni potrebbero sfruttare l’occasione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per una seria attività di monitoraggio volta alla mitigazione del rischio?

«Credo che dopo il disastro di Amalfi si sia raggiunta una certa consapevolezza e maturità – commenta il titolare della Cardine -. Fino ad ora non c’era stata, ma adesso con questi fondi si potrebbe mettere in campo una seria programmazione. Bisogna però saper spendere questi fondi: il 2026 è dietro l’angolo. Non c’è da dimenticare la natura delle lunghe procedure per gli appalti, nonostante le modalità di semplificazioni consentite dalle ultime norme. Anche se molti progetti sono già redatti, occorre pur sempre eseguire le opere. Mi auguro che una buona parte di queste siano appaltate nei tempi e, nel caso non ci si riuscisse, speriamo nella concessione di una proroga da parte dei Governi Europei in quanto l’Italia è sicuramente il Paese a più alto rischio rispetto agli altri ed occorre essere sereni sia nella progettazione che nella esecuzione ad evitare di vanificare il tutto».

Rassegna Stampa: Il Quotidiano della Costiera

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Amalfi: via i ponteggi a Vagliendola, ecco gli eleganti archi sulla roccia

Ad Amalfi sono in fase di smontaggio le impalcature dal costone roccioso di Vagliendola. A quasi quindici mesi dal disastro del 2 febbraio dello scorso anno quando la stradina pedonale di Via Annunziatella crollò invadendo la sottostante carreggiata della statale 163, sono definitivamente terminati i lavori di ricostruzione.

Oggi la ferita è del tutto rimarginata: sono visibili i sei archi aggrappati alla roccia a sostegno della nuova stradina pedonale di Via Annunziatella al servizio del rione di San Biagio, riaperta al passaggio pedonale lo scorso 21 marzo. Un intervento realizzato a regola d’arte – e senza non poche difficoltà – dall’impresa Cardine di Salerno, che dialoga col paesaggio circostante, col grappolo di case variopinte affacciate sul mare rimaste isolate per diversi mesi. Un’idea progettuale, autorizzata lo scorso anno dalla Soprintendenza di Salerno, che porta la firma del professor Michele Brigante al quale il Comune di Amalfi affidò l’incarico di ripensare la costruzione delle strutture crollate. A coadiuvarlo gli ingegneri Pierluigi Califano e Piero Moretti. Il progetto non solo ha consentito di rinforzare il calpestio ma garantisce un ingombro minore ai lati della sottostante carreggiata che le ditte incaricate da Anas hanno ricostruito ripristinando la viabilità il 23 aprile 2021. Si è lavorato anche con estenuanti turni notturni per completare l’opera prima dell’inizio della stagione turistica.

In realtà i pilastri sono poggiati su grandi griglie in cemento armato che, come un pettine in orizzontale, schiacciano la roccia e al tempo stesso la consolidano. Inoltre è stato al disotto della stradina pedonale è stato realizzato un cavedio, uno spazio tecnico ispezionabile attraversato da tutti i sottoservizi (tralicci elettrici, rete idrica, tubature del gas metano, cavi telefonici) così in caso di guasti o sostituzioni non sarà necessario operare scavi o demolizioni.

Ultimati gli intonaci alle arcate, anche il tunnel artificiale in tubolari a base della poderosa impalcatura per l’esecuzione dei lavori in quota posta sulla Statale Amalfitana all’ingresso della galleria “Matteo Camera” è in fase di smontaggio.

Quindici mesi non facili per Amalfi, caratterizzati da importanti interventi di bonifica, messa in sicurezza e ripristino della viabilità e dell’attraversamento pedonale realizzati con importanti opere di ingegneria

I lavori sono stati finanziati dalla Regione Campania con 3,3 milioni di euro e, grazie all’impulso impresso dal governatore Vincenzo De Luca, hanno seguito sin da subito un iter accelerato proprio in ragione della particolare emergenza vissuta dal territorio.

Rassegna stampa – Il Vescovado

Frana ad Amalfi, la ditta “Cardine” spiega nel dettaglio il lavoro di bonifica fatto e gli interventi in corso

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«La frana di Amalfi ha interessato un versante in roccia con un elevato carico di tensioni. Al fine di intervenire alla sua bonifica e consolidamento, sono state progettate opere molto rapidamente con soluzioni di avanguardia».

A dichiararlo, al portale “Conoscere Geologia”, è Angelo Grimaldi, l’Amministratore della Cardine s.r.l, Azienda leader del settore degli interventi di bonifica e mitigazione del rischio idrogeologico, che si sta occupando, con le sue maestranze di esperti rocciatori, della frana del 2 febbraio 2021.

Grimaldi spiega che gli operatori specializzati hanno lavorato al consolidamento del versante franato, con tecniche alpinistiche, effettuando sia il disgaggio dei blocchi instabili per «assecondare la natura del terreno», sia con la «realizzazione di tiranti attivi mediante perforazioni eseguite in quota».

In particolare, gli interventi di risanamento «sono quelli di disgaggio controllato, vista la particolare ubicazione del sito, e di successiva messa in opera di rete metallica di contenimento con tiranti passivi, creando un reticolo di consolidamento con l’ausilio di tiranti attivi che lavorano a 15 metri di profondità».

Attualmente, è in corso la ricostruzione di Via Annunziatella, che consente l’accesso al Rione Vagliendola.

«Gli interventi hanno previsto continua Grimaldi il contestuale sviluppo del traffico andando a impattare minimamente il turismo. Attualmente la strada è quindi aperta al traffico grazie a una galleria artificiale realizzata in tubi e giunti in acciaio che ci permette di operare al di sopra del piano viabile».

«In quota, inoltre, stiamo costruendo con notevoli difficoltà operative alcuni archi a consolidamento del costone e alla base della strada dell’Annunziatella; tali archi sono stati progettati tenendo conto di un bassissimo impatto ambientale», ha aggiunto.

In merito alla prevenzione del dissesto idrogeologico, il dottor Angelo Grimaldi sostiene che «negli anni si è verificata un’enorme impermeabilizzazione del territorio che ne ha ridotto di molto la ricettività idraulica. Questo ha causato il notevole trasporto a valle di enormi quantità di detriti, molto spesso non in grado di essere accolti da torrenti e canali. Ogni volta che si scatena un evento meteorico particolarmente avverso è molto probabile che siamo chiamati a intervenire».

«Di solito questi eventi – sottolinea il titolare della Cardine srl possiamo ascriverli anche alla mancata programmazione di necessaria dotazione finanziaria, ma ovviamente anche perché si verificano dopo centinaia di anni facendo perdere ciclicamente la memoria. Fortunatamente, negli ultimi anni, gli operatori del settore hanno acquisito una grande sensibilità e insieme con geologi e ingegneri geotecnici che riescono a classificare scientificamente gli eventi e attraverso appropriati software, a eseguire una corretta progettazione, si sono fatti passi da gigante, passando dalla visione empirica degli interventi, a calcoli scientifici ed affidabili. Molto spesso alle Amministrazioni proponiamo monitoraggi che permettano di contenere i fenomeni mitigando i rischi e ad avere una storia degli eventi anche quando non sono calamitosi e non causano danni. Con i monitoraggi quindi, siamo in grado di intervenire sul nascere di eventi franosi anche dove non ci sono pluviometri».

In vista poi dell’arrivo dei fondi del PNRR, «il problema è: li riusciremo a spendere? Non si sa! Perché il 2026 e dietro l’angolo e, sinceramente, non credo ci riusciremo perché la natura delle procedure per gli appalti è in se stessa lunga, nonostante le modalità di semplificazioni consentite dalle ultime norme».

Rassegna stampa – Conoscere Geologia

Conoscere Geologia ha dedicato un ampio spazio all’interno della suo sesto numero cartaceo a Cardine srl parlando dell’intervento in Costiera Amalfitana a seguito della frana del 2 febbraio 2021. La testata ha intervistato il Dr. Angelo Grimaldi che ha illustrato l’intervento effettuato ad Amalfi e confermato la necessità di interventi di bonifica sull’intero versante costiero.

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La Frana di Amalfi, l'intervista al Dr. Grimaldi della Cardine srl - Conoscere Geologia

Fonte: conosceregeologia.it

 

Rassegna stampa – Geologia Tecnica & Ambientale

Cardine srl, azienda impegnata nella mitigazione del rischio idrogeologico, è presente nella Rivista ufficiale del Consiglio Nazionale dei Geologi. In questo numero viene lasciato spazio alle criticità ambientali e c’è una pagina dedicata ai nostri lavori svolti in Costiera Amalfitana.

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Frana tra Salerno e Vietri: riapre parzialmente via Benedetto Croce 4 marzo 2021, Frana tra Salerno e Vietri: riapre parzialmente via Benedetto Croce“

L’assessore De Maio: “In poco più di quindici giorni, si è riuscito a garantire un non facile risultato. Un sincero apprezzamento va ai lavoratori dell’Impresa Cardine srl per la ininterrotta attività fin ora svolta”

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Riapre parzialmente via Benedetto Croce a Salerno. A partire dalle 21 di questa sera, sarà garantito l’attraversamento dell’arteria a senso unico alternato dove si è verificata, nelle settimane scorse, una frana.

L’annuncio

Nel pomeriggio l’assessore comunale alla viabilità Mimmo De Maio ha svolto un sopralluogo: “In poco più di quindici giorni, si è riuscito a garantire un non facile risultato. Un sincero apprezzamento va ai lavoratori dell’Impresa Cardine srl per la ininterrotta attività fin ora svolta e che continuerà nelle prossime settimane. Un ringraziamento va ai dirigenti della Provincia, per la prima fase di indagini e ai responsabili del settore ambiente del Comune che hanno seguito la successiva fase della messa in sicurezza. La celerità dell’intervento è stata garantita dalla immediata messa a disposizione di risorse da parte della Regione Campania”.

 

 

La Protezione Civile Italiana “Cetara (SA): condizioni di stabilità ante evento dopo la frana del 21 dicembre 2019”

Cardine srl ha avuto i complimenti dal capo della Protezione Civile Italiana Angelo Borrelli e dal suo omologo in Regione Campania Italo Giulivo, nel corso del sopralluogo in Costiera Amalfitana. Durante l’incontro anche il vice presidente della regione Campania Avv. Fulvio Bonavitacola e i sindaci dei comuni colpiti, Fortunato Della Monica di Cetara e Antonio Capone di Maiori.

La rivista nazionale “La Protezione Civile Italiana” nel nr. 2/20 pubblica proprio un articolo sul nubifragio con frane detritiche in Costiera Amalfitana all’altezza di Cetara (SA) avvenuto il 21 dicembre scorso, dove Cardine srl ha lavorato per la messa in sicurezza dei costoni rocciosi.

 

Repubblica.it : Procida, bonificato il belvedere intitolato a Elsa Morante

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Porta il nome di Elsa Morante, la scrittrice indissolubilmente legata a Procida, dove è ambientato il romanzo “L’isola di Arturo”: ora il belvedere che regala scorci di impareggiabile bellezza sul mare blu che circonda l’isola torna a lasciarsi apprezzare grazie a un intervento di bonifica che la Città Metropolitana ha effettuato in questi giorni, compulsata dal Comune di Procida. “E’ stata eliminata la vegetazione che, crescendo in maniera disordinata, aveva contribuito all’innesco della frana di un anno fa sulla spiaggia della Chiaia”, spiega il sindaco di Procida, Dino Ambrosino.

“Nel corso delle operazioni – aggiunge – sono stati anche tirati su diversi quintali di rifiuti abbandonati e gettati giù al costone. L’anzianità dei reperti dimostra che c’è stata un’epoca recente di scarsissima attenzione all’ambiente, quando tanti utilizzavano gli spazi pubblici come proprie pattumiere. Oggi fortunatamente la sensibilità è migliorata, anche grazie alle numerosissime iniziative di recupero delle istituzioni e delle associazioni di volontariato. Un pezzo alla volta, con la collaborazione di tutti, stiamo realizzando un gran lavoro di rigenerazione urbana per consegnare un paese molto migliore di come l’abbiamo trovato”.