Rassegna stampa – Il Vescovado

Frana ad Amalfi, la ditta “Cardine” spiega nel dettaglio il lavoro di bonifica fatto e gli interventi in corso

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«La frana di Amalfi ha interessato un versante in roccia con un elevato carico di tensioni. Al fine di intervenire alla sua bonifica e consolidamento, sono state progettate opere molto rapidamente con soluzioni di avanguardia».

A dichiararlo, al portale “Conoscere Geologia”, è Angelo Grimaldi, l’Amministratore della Cardine s.r.l, Azienda leader del settore degli interventi di bonifica e mitigazione del rischio idrogeologico, che si sta occupando, con le sue maestranze di esperti rocciatori, della frana del 2 febbraio 2021.

Grimaldi spiega che gli operatori specializzati hanno lavorato al consolidamento del versante franato, con tecniche alpinistiche, effettuando sia il disgaggio dei blocchi instabili per «assecondare la natura del terreno», sia con la «realizzazione di tiranti attivi mediante perforazioni eseguite in quota».

In particolare, gli interventi di risanamento «sono quelli di disgaggio controllato, vista la particolare ubicazione del sito, e di successiva messa in opera di rete metallica di contenimento con tiranti passivi, creando un reticolo di consolidamento con l’ausilio di tiranti attivi che lavorano a 15 metri di profondità».

Attualmente, è in corso la ricostruzione di Via Annunziatella, che consente l’accesso al Rione Vagliendola.

«Gli interventi hanno previsto continua Grimaldi il contestuale sviluppo del traffico andando a impattare minimamente il turismo. Attualmente la strada è quindi aperta al traffico grazie a una galleria artificiale realizzata in tubi e giunti in acciaio che ci permette di operare al di sopra del piano viabile».

«In quota, inoltre, stiamo costruendo con notevoli difficoltà operative alcuni archi a consolidamento del costone e alla base della strada dell’Annunziatella; tali archi sono stati progettati tenendo conto di un bassissimo impatto ambientale», ha aggiunto.

In merito alla prevenzione del dissesto idrogeologico, il dottor Angelo Grimaldi sostiene che «negli anni si è verificata un’enorme impermeabilizzazione del territorio che ne ha ridotto di molto la ricettività idraulica. Questo ha causato il notevole trasporto a valle di enormi quantità di detriti, molto spesso non in grado di essere accolti da torrenti e canali. Ogni volta che si scatena un evento meteorico particolarmente avverso è molto probabile che siamo chiamati a intervenire».

«Di solito questi eventi – sottolinea il titolare della Cardine srl possiamo ascriverli anche alla mancata programmazione di necessaria dotazione finanziaria, ma ovviamente anche perché si verificano dopo centinaia di anni facendo perdere ciclicamente la memoria. Fortunatamente, negli ultimi anni, gli operatori del settore hanno acquisito una grande sensibilità e insieme con geologi e ingegneri geotecnici che riescono a classificare scientificamente gli eventi e attraverso appropriati software, a eseguire una corretta progettazione, si sono fatti passi da gigante, passando dalla visione empirica degli interventi, a calcoli scientifici ed affidabili. Molto spesso alle Amministrazioni proponiamo monitoraggi che permettano di contenere i fenomeni mitigando i rischi e ad avere una storia degli eventi anche quando non sono calamitosi e non causano danni. Con i monitoraggi quindi, siamo in grado di intervenire sul nascere di eventi franosi anche dove non ci sono pluviometri».

In vista poi dell’arrivo dei fondi del PNRR, «il problema è: li riusciremo a spendere? Non si sa! Perché il 2026 e dietro l’angolo e, sinceramente, non credo ci riusciremo perché la natura delle procedure per gli appalti è in se stessa lunga, nonostante le modalità di semplificazioni consentite dalle ultime norme».

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